
ANCE Messina ha partecipato al confronto sul disegno di legge “Messina, Porta del Mediterraneo”, svoltosi il 28 settembre 2026, portando all’attenzione del sen. Antonio Nicita e delle rappresentanze economiche, sociali e professionali presenti un documento contenente 12 proposte tecniche per l’implementazione del DDL.
Per ANCE Messina è intervenuto il Direttore Davide Mangiapane, che ha inquadrato il contributo dell’Associazione nel rispetto delle prerogative dei suoi organi, senza formulare una valutazione politica complessiva sul disegno di legge e concentrando l’intervento sui temi di diretta competenza del sistema delle costruzioni: infrastrutture, rigenerazione urbana, sicurezza del territorio, investimenti e capacità amministrativa.
Una legge speciale deve partire dagli investimenti già in corso
Il primo punto posto da ANCE Messina riguarda il metodo.
Il territorio è già interessato da una consistente stagione di investimenti finanziati attraverso PNRR, FSC, fondi europei e regionali e programmi di RFI, ANAS, Autorità di Sistema Portuale, Comune e Città Metropolitana. Per l’Associazione, una nuova programmazione non dovrebbe quindi partire da un “foglio bianco”, ma dalla ricognizione di quanto è stato realizzato, di ciò che è in corso e delle opere ancora necessarie.
Da qui la prima proposta: predisporre un Quadro unico degli investimenti, classificando gli interventi in conclusi, in esecuzione, aggiudicati, finanziati ma non avviati, progettati ma non finanziati e ancora da progettare. L’obiettivo è evitare duplicazioni e utilizzare le nuove risorse prioritariamente per completamenti, connessioni e opere mancanti.
In questa prospettiva, il Piano “Messina 2030” potrebbe diventare una vera Agenda unica delle infrastrutture della Città Metropolitana, capace di mettere nello stesso quadro opere comunali e metropolitane e investimenti dei grandi gestori infrastrutturali, con priorità, soggetti attuatori, costi, coperture, cronoprogrammi e indicatori di risultato.
Da territorio attraversato a territorio capace di trattenere valore
Nel suo intervento il Direttore ha richiamato la specificità dello Stretto e la necessità di trasformare i grandi flussi che attraversano il territorio in opportunità economiche permanenti.
Porti, ferrovia, autostrade, Tremestieri, logistica, aree produttive, mobilità metropolitana e collegamenti con Reggio Calabria, Milazzo e Gioia Tauro dovrebbero essere considerati componenti di un unico sistema territoriale, superando una programmazione per singoli interventi.
“Messina non deve essere soltanto un territorio attraversato. Deve diventare un territorio capace di trattenere valore, imprese, investimenti, lavoro e competenze.”
È questa la prospettiva nella quale ANCE Messina colloca anche il rapporto tra il Ponte sullo Stretto e le altre infrastrutture.
Il contributo tecnico presentato al confronto sottolinea che una grande infrastruttura produce pienamente i propri effetti quando è inserita in una rete adeguata. Ponte, ferrovie, autostrade, porti, mobilità urbana e metropolitana, logistica e aree produttive devono pertanto concorrere allo stesso progetto territoriale.
Una legge realmente metropolitana
Un altro elemento centrale delle proposte riguarda la dimensione metropolitana.
Il territorio interessato comprende 108 Comuni, con condizioni ed esigenze molto differenti: fascia ionica e tirrenica, Nebrodi e Peloritani, aree interne e costiere, problemi di viabilità e accessibilità, dissesto idrogeologico, reti idriche, depurazione e spopolamento.
ANCE Messina propone pertanto che la dimensione metropolitana non rimanga soltanto nel perimetro amministrativo della legge, ma trovi una specifica articolazione negli interventi e negli strumenti di attuazione.
Tra questi, una struttura tecnica metropolitana di supporto ai Comuni, soprattutto quelli di minori dimensioni, per progettazione, autorizzazioni, gare, gestione degli appalti, rendicontazione, monitoraggio e accesso ai programmi europei e nazionali.
ZES-Stretto: creare le condizioni perché gli investimenti arrivino davvero
Il documento ANCE dedica particolare attenzione anche alla proposta della ZES-Stretto.
Accanto agli incentivi e alla semplificazione, ANCE Messina propone una mappatura georeferenziata delle aree produttive, logistiche, industriali e dismesse dell’intera Città Metropolitana, indicando disponibilità, proprietà, destinazione urbanistica, eventuali necessità di bonifica, accessibilità stradale e ferroviaria, disponibilità di energia, acqua e depurazione, connettività digitale e tempi autorizzativi.
La considerazione alla base della proposta è concreta: un incentivo può favorire un investimento, ma perché un’impresa possa effettivamente insediarsi servono aree disponibili e infrastrutturate, collegamenti e tempi amministrativi certi.
Rigenerazione, manutenzione e sicurezza del territorio
ANCE Messina propone inoltre di ampliare la dimensione della rigenerazione urbana, comprendendo aree ferroviarie e industriali dismesse, waterfront e Zona Falcata, villaggi e periferie, patrimonio pubblico inutilizzato, quartieri ERP e aree di risanamento, insieme al recupero e alla sostituzione del patrimonio edilizio, alla sicurezza sismica e all’efficientamento energetico.
La proposta comprende anche strumenti in grado di mobilitare investimenti privati e partenariati pubblico-privati.
Rigenerazione, manutenzione e sicurezza del territorio
ANCE Messina propone inoltre di ampliare la dimensione della rigenerazione urbana, comprendendo aree ferroviarie e industriali dismesse, waterfront e Zona Falcata, villaggi e periferie, patrimonio pubblico inutilizzato, quartieri ERP e aree di risanamento, insieme al recupero e alla sostituzione del patrimonio edilizio, alla sicurezza sismica e all’efficientamento energetico.
La proposta comprende anche strumenti in grado di mobilitare investimenti privati e partenariati pubblico-privati.
Accanto alle nuove opere, l’Associazione ritiene necessario introdurre un programma permanente di manutenzione, passando progressivamente dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione.
La stessa impostazione riguarda dissesto idrogeologico, fiumare, versanti, coste, rischio sismico e resilienza climatica, rispetto ai quali ANCE Messina propone una valutazione delle risorse disponibili rapportata all’estensione e alla vulnerabilità dell’intera Città Metropolitana.
Le 12 proposte di ANCE Messina1. Quadro unico degli investimenti 2. “Messina 2030” come Agenda unica delle opere 3. Effettiva dimensione metropolitana 4. Struttura tecnica metropolitana a supporto dei Comuni 5. Piano integrato delle infrastrutture connesse al Ponte 6. Piano operativo delle aree della ZES-Stretto 7. Patto metropolitano per la rigenerazione urbana 8. Programma permanente di manutenzione 9. Rafforzamento dell’asse sicurezza del territorio 10. Filiera delle costruzioni, formazione e competenze 11. Governance semplice e misurabile 12. Monitoraggio permanente con il partenariato economico e sociale |
Programmazione e capacità di attuazione
Per ANCE Messina, la disponibilità delle risorse rappresenta soltanto una parte della sfida.
Occorrono anche programmazione, progettazione, manutenzione, capacità amministrativa, tempi certi e una filiera produttiva qualificata, in grado di trasformare finanziamenti e programmi in opere e risultati per il territorio.
In questo quadro assume rilievo anche la formazione delle professionalità necessarie: costruzioni, infrastrutture, manutenzione avanzata, rigenerazione urbana, sicurezza, BIM e digitalizzazione, efficienza energetica ed economia circolare sono indicate da ANCE Messina tra le competenze da rafforzare attraverso un rapporto stabile tra imprese, Università, ITS, scuole tecniche, ordini professionali ed enti bilaterali.
ANCE Messina conferma la propria disponibilità a proseguire il confronto nelle sedi istituzionali e a contribuire all’approfondimento tecnico delle proposte, mettendo a disposizione le competenze del sistema delle imprese e degli enti bilaterali e il patrimonio informativo dell’Osservatorio Economico e Territoriale dell’Associazione.
L’obiettivo è contribuire affinché le risorse e gli strumenti che saranno eventualmente messi a disposizione del territorio possano inserirsi in una programmazione coerente con gli investimenti già avviati e tradursi in infrastrutture, rigenerazione, sicurezza, capacità produttiva, lavoro e sviluppo duraturo per l’intera Città Metropolitana di Messina.
Guarda il servizio sul confronto del 28 settembre
Scarica il documento “Le 12 proposte di ANCE Messina per l’implementazione del DDL Messina, Porta del Mediterraneo”
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