
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la raccolta aggiornata “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”, destinata a contribuenti e professionisti impegnati nella compilazione dei modelli 730 e Redditi relativi al periodo d’imposta 2025.
Il pacchetto comprende una guida generale e dodici approfondimenti tematici. Quattro documenti riguardano direttamente il settore delle costruzioni e dell’immobiliare:
Le guide non introducono nuove agevolazioni, ma ricostruiscono la disciplina applicabile alle spese sostenute nel 2025, recependo le modifiche normative e i chiarimenti di prassi più recenti. Costituiscono quindi uno strumento operativo utile per verificare beneficiari, interventi ammessi, aliquote, limiti di spesa, pagamenti e documenti da conservare.
| Agevolazione | Regola per le spese 2025 | Condizioni essenziali |
| Recupero del patrimonio edilizio | 50% per l’abitazione principale; 36% negli altri casi | Limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare; aliquota maggiorata riservata al proprietario o titolare di diritto reale |
| Riqualificazione energetica | 50% per l’abitazione principale; 36% negli altri casi | Aliquota maggiorata riservata al proprietario o titolare di diritto reale; limiti variabili secondo l’intervento |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% | Spesa massima di 5.000 euro; acquisti collegati a lavori di recupero iniziati dal 1° gennaio 2024 |
| Superbonus | 65% | Solo per gli interventi che rispettano le condizioni transitorie e gli adempimenti effettuati entro il 15 ottobre 2024 |
Le percentuali indicate devono essere applicate nel rispetto di tutti i requisiti previsti per la singola agevolazione. La detrazione effettivamente utilizzabile dipende inoltre dalla capienza fiscale del contribuente e, nei casi previsti, dai nuovi limiti complessivi agli oneri detraibili.
Per le spese documentate sostenute nel 2025 e nel 2026, la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è pari al 36%, entro il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
L’aliquota sale al 50% quando ricorrono congiuntamente due condizioni:
La maggiorazione può spettare anche se l’immobile non è ancora abitazione principale all’inizio dei lavori, purché lo diventi al termine dell’intervento.
Per i lavori sulle parti comuni condominiali, l’aliquota maggiorata si applica alla quota imputata al singolo condomino che sia proprietario o titolare di diritto reale sull’unità adibita ad abitazione principale.
La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Lo stesso criterio di distinzione tra abitazione principale e altri immobili interessa anche alcune agevolazioni collegate all’acquisto, tra cui:
Per le spese sostenute nel 2025, la detrazione è pari al 50% per gli immobili destinati ad abitazione principale e al 36% nelle altre ipotesi, nel rispetto delle specifiche regole di ciascun beneficio.
Per l’acquisto di abitazioni in fabbricati ristrutturati e per il Sismabonus acquisti, la destinazione ad abitazione principale deve essere acquisita entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui la detrazione viene utilizzata per la prima volta.
Per gli interventi di riqualificazione energetica, nel 2025 e nel 2026 l’aliquota ordinaria è pari al 36%. Anche in questo caso sale al 50% per gli interventi effettuati dal proprietario o dal titolare di diritto reale sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Locatari, comodatari e familiari conviventi, pur potendo accedere all’agevolazione quando ne ricorrono le condizioni generali, non beneficiano dell’aliquota maggiorata riservata ai proprietari e ai titolari di diritti reali.
Restano applicabili i diversi limiti di detrazione e i requisiti tecnici previsti per ciascuna tipologia di intervento, oltre agli adempimenti nei confronti dell’ENEA.
Una delle novità più rilevanti riguarda l’esclusione dalle detrazioni delle spese sostenute dal 2025 per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
L’esclusione interessa sia il Bonus ristrutturazioni sia l’Ecobonus e comprende anche la nuova installazione delle medesime caldaie e gli interventi accessori e funzionali collegati.
Prima di formulare preventivi o avviare lavori sugli impianti termici è quindi opportuno verificare la tecnologia prevista e il suo effettivo accesso all’agevolazione.
Per gli acquisti effettuati nel 2025, il Bonus mobili ed elettrodomestici riconosce una detrazione del 50%, calcolata su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare e ripartita in dieci quote annuali.
Il beneficio è collegato a un intervento di recupero edilizio iniziato dal 1° gennaio 2024. Non è necessario che le spese per i lavori siano pagate prima di quelle per gli arredi, ma la data di avvio dell’intervento deve precedere quella dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
Per i grandi elettrodomestici sono richieste classi energetiche minime: almeno classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori, quando è prevista l’etichetta energetica.
Per le spese sostenute nel 2025 il Superbonus è riconosciuto nella misura del 65%, ma esclusivamente per gli interventi che rientrano nel perimetro transitorio definito dalla normativa.
In particolare, alla data del 15 ottobre 2024 doveva risultare:
La presenza dell’aliquota nella guida non comporta pertanto una riapertura generalizzata del Superbonus per nuovi interventi avviati nel 2025.
Le guide illustrano il nuovo meccanismo previsto dall’articolo 16-ter del TUIR. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, gli oneri e le spese detraibili sono ammessi entro un limite complessivo, determinato tenendo conto del reddito e del numero dei figli fiscalmente a carico.
Per i redditi superiori a 120.000 euro continua inoltre a operare la riduzione progressiva prevista dalla disciplina generale.
Poiché i bonus edilizi sono normalmente ripartiti in più annualità, occorre verificare l’impatto delle nuove regole sulla quota di detrazione riferita a ciascun periodo d’imposta.
Le imprese sono invitate a presentare le agevolazioni con prudenza, evitando di indicare la detrazione come automatica o garantita. Prima dell’avvio dei lavori è opportuno che il committente verifichi con il proprio consulente:
La corretta gestione della documentazione deve accompagnare l’intervento sin dalla fase contrattuale: fatture, bonifici, autorizzazioni, asseverazioni, dichiarazioni tecniche e attestazioni devono risultare coerenti con il soggetto che richiede il beneficio e con i lavori effettivamente eseguiti.
ANCE Messina mette a disposizione, in allegato, i quattro approfondimenti dedicati a:
Considerata la complessità della materia e la frequenza delle modifiche normative, per i casi concreti si raccomanda di consultare il testo integrale delle guide e di acquisire il parere del proprio consulente fiscale e tecnico.
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