
Rigenerazione urbana, recupero delle periferie e housing accessibile devono diventare elementi centrali delle future politiche urbane nazionali.
È questo il messaggio lanciato da ANCE nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie della Camera dei Deputati.
Nel documento presentato dall’Associazione nazionale costruttori edili emerge come i processi di urbanizzazione, l’aumento della pressione abitativa nelle grandi città e lo spopolamento progressivo del Mezzogiorno stiano accentuando le criticità sociali e infrastrutturali delle aree periferiche.
ANCE sottolinea la necessità di un nuovo modello di sviluppo urbano fondato su:
Periferie, sicurezza e qualità urbana
Secondo ANCE, il recupero delle periferie non può limitarsi alla sola riqualificazione edilizia, ma deve prevedere:
Particolare attenzione viene dedicata alla necessità di trasformare edifici e aree degradate in nuovi alloggi sociali e convenzionati, anche attraverso il riutilizzo di ex fabbriche, caserme e aree ferroviarie dismesse.
Le proposte ANCE: nuova governance urbana e riforma normativa
Nel corso dell’audizione, ANCE ha evidenziato l’esigenza di:
L’Associazione giudica positivamente anche il “metodo PNRR”, che ha destinato circa 6,2 miliardi di euro alla riqualificazione urbana e alla riduzione del disagio abitativo, introducendo una programmazione basata su obiettivi misurabili e risultati concreti.
Piano Casa 2026 e leva fiscale
Nel documento ANCE trova spazio anche il tema del nuovo Piano Casa 2026, considerato un passaggio importante per incrementare l’offerta di edilizia pubblica e sociale. Tuttavia, viene evidenziata la necessità di rafforzare:
ANCE richiama inoltre il ruolo strategico della leva fiscale per incentivare la rigenerazione urbana, la riqualificazione energetica e il recupero del patrimonio edilizio esistente, anche in relazione agli obiettivi europei della Direttiva “Case Green”.
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