
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un principio rilevante per l’esecuzione degli appalti pubblici: le prestazioni rese dalle imprese consorziate in favore del consorzio devono essere assoggettate allo stesso regime IVA applicato dal consorzio nei confronti del committente.
La pronuncia interviene in un contenzioso relativo al rimborso di crediti IVA derivanti dall’applicazione di aliquote differenti tra operazioni attive del consorzio e prestazioni ricevute dalle consorziate. Secondo la Suprema Corte, il consorzio costituisce una struttura operativa strumentale all’esecuzione dell’appalto e non altera la titolarità sostanziale dei rapporti con l’ente appaltante.
In tale prospettiva, il regime fiscale deve restare unitario lungo tutta la filiera esecutiva dell’appalto, poiché le prestazioni delle consorziate sono funzionali all’adempimento contrattuale verso il committente. L’applicazione di aliquote IVA diverse non risulta coerente con il principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra consorzio e imprese partecipanti.
La decisione assume particolare rilievo operativo per le imprese e per i consorzi impegnati nella realizzazione di lavori pubblici, anche con riferimento alla corretta impostazione dei rapporti contrattuali e della fatturazione interna.
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