
Con l’approvazione del Decreto PNRR 2026, si rafforza ulteriormente il ruolo del Collegio Consultivo Tecnico (CCT) nella fase esecutiva dei contratti di lavori pubblici, in particolare per gli interventi infrastrutturali ferroviari finanziati dal PNRR.
Il nuovo intervento normativo conferma l’evoluzione del CCT da strumento di prevenzione delle controversie a presidio centrale per garantire continuità dei cantieri e rapidità decisionale, soprattutto nei grandi appalti sopra soglia europea.
CCT e riserve: cosa cambia
La normativa recente amplia in modo significativo i casi in cui è obbligatoria l’attivazione del CCT, estendendo il suo ambito:
Per i lavori ferroviari PNRR, il Decreto introduce una misura innovativa:
RFI è autorizzata, fino al 30 marzo 2026, a riconoscere agli affidatari una anticipazione fino al 10% dell’importo delle riserve già iscritte in contabilità e non ancora esaminate dal CCT, a titolo provvisorio.
Decisioni vincolanti e tempi certi
L’anticipazione:
In questo contesto, la determinazione del CCT assume valore di lodo contrattuale, rafforzando l’efficacia delle decisioni e riducendo il rischio di stalli in corso d’opera.
Impatti operativi per imprese e stazioni appaltanti
Il rafforzamento del CCT mira a:
Per le imprese, diventa centrale una gestione tempestiva e strutturata delle riserve, con attenzione ai termini e alle modalità di attivazione del Collegio.
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