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Approfondimento sulla normativa: Divieto di commistione nelle gare pubbliche

28 Gennaio 2026
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Introduzione:
Il divieto di commistione tra offerta economica e documentazione amministrativa nelle gare pubbliche è un principio cardine del Codice dei contratti pubblici (Dlgs n. 36 /2023). Tale divieto, ribadito dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 523/2026, mira a garantire l’imparzialità e la parità di trattamento tra i concorrenti, prevenendo qualsiasi condizionamento delle valutazioni da parte della stazione appaltante.  Questo approfondimento analizza la normativa e le implicazioni pratiche per gli operatori economici.

1. La normativa di riferimento
Il divieto di commistione è sancito dall’articolo 10 del Dlgs n. 36/2023, che stabilisce la tassatività delle cause di esclusione nelle gare pubbliche.  In particolare, la lex specialis delle gare può prevedere, a pena di esclusione, che la documentazione amministrativa non contenga alcun riferimento agli elementi economici dell’offerta.  Questo principio si applica anche alle gare aggiudicate con il criterio del prezzo più basso, dove non sono previste valutazioni tecnico-discrezionali. 

2. La sentenza del Consiglio di Stato n. 523/2026
La sentenza del Consiglio di Stato ha affrontato il caso di un operatore economico escluso da una gara per aver inserito il ribasso percentuale offerto nella documentazione amministrativa, violando il divieto di commistione.  Il Consiglio di Stato ha ribadito che, anche in assenza di valutazioni discrezionali, la conoscenza anticipata degli elementi economici può influenzare le verifiche sulla regolarità della documentazione amministrativa. 
La decisione sottolinea che il divieto di commistione è una regola di facile osservanza, priva di costi aggiuntivi e non irragionevole.  La sanzione dell’esclusione, quindi, non è sproporzionata, anche se il rischio di condizionamento è solo potenziale.  Questo approccio riflette una visione rigorosa delle regole procedurali, che privilegia la prevenzione di qualsiasi possibile influenza sull’imparzialità della gara.

3. Implicazioni per gli operatori economici
Le imprese che partecipano alle gare pubbliche devono prestare particolare attenzione alla separazione tra offerta economica e documentazione amministrativa. La violazione del divieto di commistione può comportare l’esclusione automatica dalla gara, anche in assenza di un pregiudizio concreto per l’interesse pubblico. 
Per evitare sanzioni, è fondamentale rispettare scrupolosamente le disposizioni della lex specialis e adottare un approccio rigoroso nella preparazione della documentazione di gara.  Questo include la verifica che nessun elemento economico sia presente nella documentazione amministrativa, indipendentemente dal criterio di aggiudicazione della gara. 

Conclusione:
Il divieto di commistione tra offerta economica e documentazione amministrativa rappresenta una misura di garanzia fondamentale per la trasparenza e l’imparzialità delle gare pubbliche. Le imprese edili devono considerare questa regola come un elemento imprescindibile per la partecipazione alle procedure di affidamento, adottando tutte le misure necessarie per garantire la conformità alle disposizioni normative. La sentenza del Consiglio di Stato n. 523/2026 rafforza l’importanza di un approccio formale e rigoroso, che tutela la parità di trattamento e la correttezza delle procedure. 

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CDS_523-2026
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