
La Commissione europea ha reso operativo, dal 20 luglio 2026, il Registro europeo dei passaporti digitali di prodotto, accompagnato da un ambiente di prova destinato alle imprese.
Il Digital Product Passport – DPP è uno strumento digitale attraverso il quale saranno rese accessibili informazioni relative a caratteristiche, sostenibilità, circolarità, conformità, utilizzo, manutenzione e fine vita dei prodotti.
I dati resteranno archiviati in maniera decentralizzata, mentre nel Registro europeo saranno inseriti gli identificativi univoci dei singoli passaporti e i relativi metadati, consentendo alle autorità e agli operatori economici di verificare l’esistenza e la corretta registrazione delle informazioni.
Nessun nuovo obbligo immediato per le imprese edili
L’avvio del Registro europeo non significa che ogni materiale da costruzione debba già essere accompagnato da un passaporto digitale.
L’introduzione del DPP sarà progressiva e dipenderà da specifici provvedimenti europei riferiti alle diverse categorie di prodotto. Le prime applicazioni riguarderanno determinate batterie, mentre seguiranno progressivamente altri comparti, tra cui acciaio, alluminio, prodotti energetici e prodotti da costruzione.
Per il settore delle costruzioni sarà necessario attendere gli atti delegati previsti dal nuovo Regolamento UE 2024/3110 sui prodotti da costruzione, che dovranno definire il funzionamento del sistema, i prodotti coinvolti, i dati obbligatori e i livelli di accesso.
La tempistica pubblicata dalla Commissione indica, in via orientativa, il secondo trimestre del 2027 per i requisiti riguardanti i prodotti da costruzione e i fornitori dei servizi DPP. Si tratta, tuttavia, di una programmazione indicativa e non di una scadenza operativa già direttamente applicabile alle imprese.
Quali informazioni conterrà il passaporto dei prodotti da costruzione
Il nuovo Regolamento sui prodotti da costruzione prevede che il passaporto digitale possa comprendere:
Il passaporto dovrà essere collegato a un supporto digitale, ad esempio un codice leggibile elettronicamente, e dovrà essere accessibile gratuitamente secondo i diversi diritti riconosciuti a imprese, clienti, utilizzatori, autorità e altri soggetti della filiera.
Le informazioni dovranno essere accurate, complete, aggiornate e basate su formati aperti, interoperabili e leggibili dalle macchine.
Collegamento con BIM e digitalizzazione del cantiere
Il sistema dedicato ai prodotti da costruzione dovrà essere compatibile con il passaporto previsto dal Regolamento europeo sull’ecodesign e interoperabile con la modellazione informativa degli edifici, il Building Information Modelling – BIM.
Ciò potrà consentire di associare al modello digitale dell’opera le informazioni dei prodotti effettivamente installati, facilitando:
Per le imprese, la gestione dei materiali potrà quindi evolvere da un archivio formato da schede e certificati separati a un sistema digitale collegato al singolo prodotto e all’opera nella quale è stato utilizzato.
DPP, EPD e LCA non sono la stessa cosa
Il passaporto digitale non costituisce una nuova certificazione ambientale e non sostituisce automaticamente:
– la dichiarazione ambientale di prodotto EPD;
– lo studio del ciclo di vita LCA;
– la dichiarazione di prestazione e conformità;
– la marcatura CE;
– le certificazioni sul contenuto riciclato;
– le evidenze richieste dai CAM o dal principio DNSH.
Il DPP rappresenta soprattutto una struttura digitale attraverso cui le informazioni previste dalla normativa potranno essere rese accessibili, collegate al prodotto e mantenute disponibili lungo la filiera.
Le EPD e gli altri documenti ambientali continueranno quindi a conservare la propria funzione e potranno diventare parte del patrimonio informativo collegato al passaporto, quando richiesto dalla disciplina applicabile alla specifica categoria di prodotto.
Il nuovo Regolamento prodotti da costruzione attribuisce infatti al DPP un ruolo centrale nella disponibilità della dichiarazione di prestazione e conformità, delle istruzioni, delle informazioni di sicurezza e della documentazione tecnica.
Le possibili ricadute sui CAM e sugli appalti pubblici
Il passaporto digitale potrà agevolare la verifica della documentazione richiesta negli appalti pubblici, rendendo più semplice controllare:
– identità del prodotto;
– produttore e stabilimento;
– prestazioni dichiarate;
– contenuto riciclato;
– caratteristiche di durabilità e riparabilità;
– informazioni ambientali;
– istruzioni di posa e manutenzione;
– conformità del prodotto effettivamente utilizzato.
Non sarà però sufficiente acquisire genericamente un codice digitale. L’impresa dovrà continuare a verificare che le informazioni collegate al passaporto corrispondano al prodotto previsto dal capitolato e concretamente fornito in cantiere.
Il DPP potrà quindi integrare il fascicolo ambientale dei materiali, ma non sostituirà il controllo tecnico e documentale richiesto all’impresa.
Come possono prepararsi le imprese
In attesa degli atti europei applicativi, le imprese possono iniziare a organizzare le proprie procedure interne.
Acquisti e fornitori
È opportuno chiedere ai fornitori:
Archiviazione dei materiali
Per ogni prodotto utilizzato sarebbe utile registrare almeno:
denominazione commerciale;
produttore;
stabilimento di produzione;
lotto o identificativo;
cantiere e posizione di posa;
quantità utilizzata;
fornitore;
documenti di conformità;
documenti ambientali;
collegamento al futuro passaporto digitale.
Organizzazione del cantiere
L’impresa dovrà progressivamente chiarire chi è responsabile di:
acquisire i dati dal fornitore;
verificare la documentazione;
associare il prodotto al cantiere;
aggiornare il fascicolo dei materiali;
trasmettere i dati alla direzione lavori;
conservarli al termine dell’intervento.
Sistemi informativi
Le imprese che utilizzano software gestionali o sistemi BIM dovrebbero verificare la possibilità di collegare le anagrafiche dei materiali ai documenti tecnici e ambientali, evitando archivi separati e difficilmente consultabili.
Un cambiamento anche per produttori e rivenditori
Gli obblighi diretti ricadranno principalmente sugli operatori che immettono sul mercato i prodotti interessati: produttori, importatori, rappresentanti autorizzati e, nei casi previsti, distributori e operatori delle vendite a distanza.
Le imprese esecutrici saranno tuttavia tra i principali utilizzatori delle informazioni contenute nel passaporto e dovranno assicurare che il materiale acquistato, consegnato e posato corrisponda alla documentazione disponibile.
La qualità dei dati forniti diventerà pertanto un ulteriore criterio nella selezione dei produttori e dei fornitori.
Il monitoraggio di ANCE Messina
ANCE Messina seguirà l’attuazione del nuovo sistema, con particolare attenzione a:
atti europei applicativi per i prodotti da costruzione;
tempistiche effettive di introduzione;
collegamenti con il Regolamento prodotti da costruzione;
interoperabilità con BIM;
rapporti con CAM, EPD e LCA;
ricadute sugli appalti pubblici;
organizzazione documentale richiesta alle imprese.
Il passaporto digitale non determina oggi un nuovo adempimento immediato per i cantieri, ma rappresenta un’evoluzione destinata a modificare profondamente la tracciabilità, l’acquisto e la gestione dei materiali da costruzione.
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