
Mentre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si avvicina alla sua fase conclusiva, emergono importanti chiarimenti normativi e operative criticità che riguardano direttamente imprese, stazioni appaltanti, RUP e direttori dei lavori.
Le recenti indicazioni del MIT e le analisi sviluppate dall’Università Bocconi sullo stato di avanzamento delle Case e degli Ospedali di Comunità consentono oggi di fare il punto su quello che può essere definito il vero “ultimo miglio” del PNRR.
Le vere scadenze del PNRR: attenzione a non fare confusione
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dagli approfondimenti pubblicati nelle ultime settimane riguarda la corretta interpretazione delle scadenze.
Secondo l’analisi di SDA Bocconi, il termine del 30 giugno 2026 non coincide automaticamente con la chiusura definitiva di tutte le attività PNRR.
Per molte misure, infatti, il processo si articola in più fasi:
La vera scadenza europea resta il 31 agosto 2026, data entro la quale tutti i target e le milestone devono risultare completati e comunicati alla Commissione Europea.
Successivamente:
Il chiarimento del MIT: opere marginali residue ammesse
Particolarmente importante per imprese e stazioni appaltanti è il recente chiarimento fornito dal Ministero delle Infrastrutture.
Rispondendo ad una interrogazione parlamentare, il MIT ha precisato che il certificato di ultimazione lavori può essere emesso anche in presenza di lavorazioni residue di modesta entità, purché non incidano sulla funzionalità dell’opera.
Il principio affermato è molto chiaro:
Un chiarimento che consente di evitare che dettagli secondari possano compromettere il raggiungimento dei target PNRR e la relativa rendicontazione.
Il nodo delle Case e degli Ospedali di Comunità
La situazione appare invece più complessa per gli interventi della Missione 6 – Salute.
Secondo il monitoraggio sviluppato da SDA Bocconi, il raggiungimento del target non coincide semplicemente con la conclusione dei lavori.
Per le Case della Comunità (CdC) e gli Ospedali di Comunità (OdC) occorre infatti completare l’intero ciclo D-C-O e cioè Design (progettazione), Construction (costruzione), Operation (funzionamento dei servizi)
Questo significa che non basta terminare il cantiere: la struttura deve essere effettivamente funzionante e in grado di erogare i servizi previsti.
Le criticità evidenziate dal monitoraggio
L’analisi condotta su 70 cantieri di Case e Ospedali di Comunità ha evidenziato che:
Tra i problemi individuati:
🔸 cantieri che potrebbero ottenere il target riducendo la piena funzionalità inizialmente prevista;
🔸 cantieri che puntano alla chiusura entro giugno ma devono ancora attivare i servizi;
🔸 cantieri che difficilmente riusciranno a completare i lavori entro il 31 agosto.
Particolarmente severa è la valutazione sul modello dei grandi accordi quadro centralizzati, che secondo l’analisi avrebbe favorito la concentrazione di numerosi cantieri nelle mani di pochi operatori impegnati contemporaneamente su più territori e più commesse.
Le indicazioni operative per le imprese
Dalla lettura congiunta dei documenti emergono alcune indicazioni particolarmente utili:
1 – Ultimazione lavori non significa necessariamente collaudo
Il certificato di ultimazione può essere emesso anche in presenza di lavorazioni marginali residue, purché non compromettano la funzionalità dell’opera.
2 – Attenzione alle opere sanitarie
Per Case e Ospedali di Comunità la semplice conclusione delle opere non è sufficiente: occorre che siano effettivamente operativi i servizi previsti.
3 – Il 31 agosto resta la scadenza decisiva
Nonostante il riferimento nazionale al 30 giugno, la deadline europea di riferimento resta il 31 agosto 2026.
4 – I controlli continueranno anche dopo il 2026
Le verifiche comunitarie e nazionali proseguiranno anche nel 2027 e la documentazione dovrà essere conservata e resa disponibile per i controlli successivi.
Una fase decisiva per il settore delle costruzioni
L’ultimo miglio del PNRR rappresenta probabilmente il passaggio più delicato dell’intero programma.
Per il settore delle costruzioni non si tratta più soltanto di completare le opere, ma di garantire che gli investimenti realizzati producano concretamente i risultati attesi e consentano il conseguimento degli obiettivi europei.
In questa fase diventa quindi fondamentale il coordinamento tra imprese, RUP, direttori dei lavori, enti attuatori e amministrazioni centrali, al fine di evitare ritardi, contestazioni e possibili conseguenze finanziarie sui progetti ancora aperti.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.