
Il confronto parlamentare sul Piano Casa 2026 ha fatto emergere numerose criticità legate alla sostenibilità economica degli interventi, alla governance del Piano, al ruolo dei Comuni e alla necessità di favorire una maggiore diffusione territoriale delle operazioni di housing sociale e rigenerazione urbana.
Nel corso delle audizioni davanti alla Commissione Ambiente della Camera sono intervenuti, tra gli altri, ANCE, ANCI, CNA, Confartigianato, OICE, Confindustria, Confapi-Aniem, Federcasa, Legacoop e ANAC, esprimendo valutazioni articolate sul decreto-legge n. 66/2026 dedicato al Piano Casa.
La posizione di ANCE: bene l’impostazione strutturale, ma servono correttivi
ANCE valuta positivamente l’avvio di una politica nazionale strutturale sull’emergenza abitativa, dopo anni di assenza di strumenti organici sul tema della casa.
Il Piano si articola su tre pilastri:
Secondo ANCE, i primi due pilastri rappresentano una base positiva, grazie a risorse pubbliche significative, recupero di immobili inutilizzati, strumenti di rigenerazione urbana, semplificazioni procedurali, maggiore offerta di edilizia sociale e pubblica.
Più critico, invece, il giudizio sul terzo pilastro relativo all’edilizia integrata.
L’Associazione evidenzia che le semplificazioni più incisive sono riservate quasi esclusivamente ai grandi investimenti superiori a 1 miliardo di euro, gli interventi medio-piccoli non dispongono di sufficienti agevolazioni urbanistiche, fiscali ed economiche, il vincolo del 70% di edilizia convenzionata, insieme ai limiti sui canoni calmierati e ai vincoli trentennali, rischia di compromettere la sostenibilità economica degli investimenti.
ANCE chiede quindi:
Tra le proposte avanzate:
Le principali osservazioni emerse nelle audizioni
🔹 ANCI: risorse insufficienti e rischio centralizzazione
ANCI ha espresso forti perplessità:
Criticata anche la possibilità di deroghe ai piani urbanistici comunali,l’assenza di ANCI nella cabina nazionale di monitoraggio, la riduzione delle entrate comunali derivanti dagli oneri urbanistici.
🔹 CNA e Confartigianato: attenzione alle PMI
Le associazioni artigiane hanno chiesto:
🔹 Federcasa: semplificare l’accesso diretto alle risorse
Federcasa ha chiesto:
🔹 Legacoop: evitare la finanziarizzazione dell’abitare
Legacoop ha criticato l’impostazione troppo orientata alla valorizzazione finanziaria degli asset immobiliari, chiedendo:
🔹 ANAC: troppi commissari e rischio eccesso di deroghe
Il presidente ANAC Giuseppe Busìa ha espresso preoccupazione per:
ANAC propone:
🔹 OICE, Confindustria e Confapi-Aniem
Le organizzazioni imprenditoriali hanno evidenziato:
Confapi-Aniem ha inoltre sottolineato il rischio che il Piano favorisca soprattutto grandi fondi immobiliari, relegando le imprese a un ruolo puramente esecutivo.
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